lunedì 18 settembre 2023

Video dimostrativo TREBLE BLEED versione ASAR

 



https://www.youtube.com/watch?v=TwhKrpdg8mE&t=28s


I tipici circuiti treble bleed sono equipaggiati, oltre al normale potenziometro del volume, da un condensatore oppure un condensatore e un resistore, connessi assieme in serie o in parallelo, a seconda della versione utilizzata.

La versione di treble bleed da me sviluppata consiste, in aggiunta ovviamente al potenziometro di controllo del volume, di un condensatore, un resistore e un componente aggiuntivo che fa la differenza determinando un perfetto mantenimento del tono, come se la manopola del volume fosse sempre "tutta aperta", lungo tutta l'escursione del controllo di volume.

I pickup installati sulla Squier Bullet Strat sono un set di ASAR NEODYMIUM TELE MkI, il preamplificatore è il prototipo dell'ASAR F-3B, l'amplificatore di potenza (nel video in versione prototipo dual mono) è anch'esso a stato solido, basato sull'integrato di potenza LM1875. Il diffusore acustico è stato sviluppato intorno ad un EMINENCE V12 LEGEND. Il pedale di distorsione è un BOSS DS-1 Distortion.


domenica 18 giugno 2023

LEGGENDE METROPOLITANE E VOCI DI POPOLO SUL FUNZIONAMENTO DEI PICKUP HUMBUCKER (O HUMBUCKING CHE DIR SI VOGLIA), SU FASE E CONTRO FASE DEI SINGLE COIL E SULLA TECNICA REVERSE WOUND REVERSE POLARITY IN GENERALE.

LEGGENDE METROPOLITANE E VOCI DI POPOLO SUL FUNZIONAMENTO DEI PICKUP HUMBUCKER (O HUMBUCKING CHE DIR SI VOGLIA), SU FASE E CONTRO FASE DEI SINGLE COIL E SULLA TECNICA REVERSE WOUND REVERSE POLARITY IN GENERALE.


L'humbucker fu inventato da Seth Lover della Gibson, con lo scopo principale di eliminare o attenuare il ronzio di corrente alternata captato via etere dalla bobina dei pickup single coil.

Per capire come stanno effettivamente le cose è necessario avere ben chiaro il principio funzionamento del pickup più semplice che è, appunto, il single coil. Prendiamo ad esempio il pickup probabilmente più diffuso in assoluto, cioè uno Strat single coil con magneti in AlNiCo.

A parte i componenti strutturali di base fatti in materiale isolante (e permeabili ai campi magnetici, come lo sono anche il vuoto e l'aria che respiriamo), come bachelite e plastica, i componenti essenziali o funzionali del nostro pickup sono i magneti e la bobina di filo smaltato. I magneti (in questo caso uno per ogni corda) hanno un polo nord e un polo sud.

E' fondamentale che tutti e sei i magneti, su uno stesso pickup, siano orientati o con il loro nord magnetico verso le corde, oppure tutti e sei con il loro sud magnetico verso le corde.


La bobina di filo in rame smaltato (cioè ricoperto di una sottile guaina di smalto isolante), pure ha un suo senso di avvolgimento. Osservando, come riferimento, il pickup dal suo lato che affaccia verso le corde, il senso di avvolgimento della bobina potrà essere orario oppure antiorario. Sulla polarità elettrica delle bobine di filo avvolto, oltre al senso orario o antiorario dell'avvolgimento, è altrettanto determinante quale dei due capi dell'avvolgimento stesso viene assunto come positivo e quale andrà collegato al negativo (o massa) del circuito. I capi sono quello di inizio e quello di fine dell'avvolgimento.

Se abbiamo avvolto due pickup single coil, di cui uno facendo girare il rocchetto in senso orario e l'altro in senso antiorario, l'opposizione di fase elettrica tra i due pickup si conserverà soltanto assumendo come positivo elettrico il terminale di inizio avvolgimento in entrambi; oppure assumendo come positivo elettrico il terminale di fine avvolgimento, sempre in entrambi.


In conclusione, se si sono avvolte due bobine in senso reciprocamente opposto e poi su una viene preso come capo positivo l'inizio avvolgimento e sull'altra la sua fine, ne consegue che le due bobine avranno la stessa fase elettrica.

La scelta diquale terminale assumere come positivo è libera e indifferente ma, una volta effettuata, deve poi poi essere coerente per evitare incresciosi inconvenienti.


Nella realizzazione dei miei pickup “hobbistici”, per ridurre il numero delle variabili in gioco da tre (una determinante la polarità magnetica e due determinanti la polarità elettrica) a due sole (una magnetica ed una sola elettrica) ho adottato la consuetudine di assumere, sempre, come positivo elettrico della bobina, il terminale di fine avvolgimento. Quindi, per ottenere l'effetto hum-bucking o cancellazione del ronzìo tra le due metà di un pickup humbucker oppure tra due single coil contigui come ponte e centrale oppure centrale e manico in una Strato, avvolgo le relative bobine in senso realmente inverso l'una rispetto all'altra (cioè una in senso orario e l'altra in senso antiorario osservando dal lato delle corde, nel mio caso).

Altri preferiscono avvolgere le bobine sempre nello stesso senso (ad esempio sempre in senso orario guardando dal lato corde?) e determinare l'eventuale reciproca inversione di fase elettrica semplicemente assumendo come terminale positivo quello di fine avvolgimento per una bobina e quello di inizio avvolgimento per l'altra.

L'effetto finale è comunque lo stesso. E' solo una questione di scelta soggettiva la quale, però, come ripeto, deve poi essere rispettata costantemente per evitare indesiderati problemi di contro fase.

Tutto ciò premesso ci ritroviamo, in soldoni, che i magneti possono essere orientati in due modi possibili, diametralmente opposti, cioè sfasati reciprocamente di 180 gradi sessagesimali e che anche per le bobine si deve scegliere uno dei due orientamenti elettrici possibili (di nuovo sfasati reciprocamente di 180 gradi).


Le corde di chitarre e bassi elettrici sono composte di materiali fortemente interagenti con i campi

magnetici, detti materiali ferromagnetici.

In una chitarra elettrica le sue corde si ritrovano, tipicamente, immerse nel campo magnetico costantemente emesso dai magneti dei pickup sottostanti. Lo stesso campo magnetico che investe le corde coinvolge, contemporaneamente, anche la bobina di filo in rame smaltato avvolta intorno ai magneti.

Per effetto della legge di Lenz quando una o più corde vengono fatte vibrare, ai capi della bobina di filo del pickup si produce un segnale di tensione elettrica variabile nel tempo e contenente, in tempo reale, le informazioni relative all'evento musicale determinato dal movimento delle corde stesse.


In altre parole il movimento delle corde produce una perturbazione nel campo magnetico emesso dai magneti la quale si percuote sulla bobina di filo avvolto facendole produrre, ai suoi capi, una tensione variabile proporzionale alla variazione del flusso magnetico indotta dal movimento meccanico delle corde.

Il sistema appena descritto vorremo che fosse chiuso ma, per certi versi, purtroppo, non lo è.

Infatti mentre la bobina di filo del nostro ipotetico pickup single coil è immersa nel campo magnetico prodotto dai magneti “di bordo”, essa può essere contemporaneamente investita anche da campi magnetici o elettromagnetici prodotti esternamente allo “ambiente” chitarra elettrica.


Fin qui ho cercato di spiegare, nel modo più colloquiale e comprensibile, come è fatto e come funziona il più semplice dei pickup per chitarra o basso, cioè il bobina singola o single coil.

Prima di passare ai perché e percome dei pickup humbucker, vorrei spendere qualche parola sul motivo che mi ha spinto a pubblicare quanto state leggendo. Proprio oggi, 10 Giugno 2023, mentre navigavo in rete alla ricerca di informazioni storiche sull'evoluzione dei pickup, mi sono imbattuto in un articolo che, ad un certo punto, mentre parla degli humbucker afferma, testualmente: “Inoltre, la cancellazione dell'Hum annulla anche le frequenze, il che si traduce in una perdita di armoniche, che è più evidente con un suono pulito”.


Questa, per me, è stata la classica goccia che ha fatto traboccare il fatidico vaso. Ne ho lette e sentite di tutti i colori, sull'argomento e il fenomeno, gira gira, è riconducibile sempre allo stesso motivo di fondo: il chitarrista elettrico medio (cioè la stragrande maggioranza) si ritrova tra le mani, suo malgrado, uno strumento caratterizzato da una sua complessità concettuale e strutturale, non conoscendo sufficientemente la quale, cade troppo spesso vittima di suggestioni autoprodotte, frutto di leggende metropolitane o sentenziate dal “Mariano da Trani” di turno (leggasi “guru” di quartiere o altro praticone poco tecnico, ma molto bravo a raccontare e sostenere scemenze).


Fra le tante frescacce D.O.C. sulla relazione tra fase elettrica e suono dei pickup nelle quali mi sono imbattuto ce n'è stata un'altra, in particolare, che vale la pena di narrare in quanto emblematica.

L'ho letta su un noto sito/forum italiano e vede come protagonista un chitarrista stratocasteriano che, evidentemente in buona fede e basandosi esclusivamente sulla propria, sfortunata esperienza, interviene in una discussione consigliando ad un altro di evitare configurazioni di pickup SSS nelle quali il single coil centrale sia di tipo (non “tipologia”, come va tanto di moda dire oggigiorno solo per darsi un certo tono) RW/RP perché, a suo dire, “rovina il suono” quando la Strato viene suonata nelle posizioni 2 o 4.

Evidentemente, nel suo caso il pickup centrale era stato cablato sbagliando l'ordine dei fili, con conseguente contro fase nelle posizione 2 e 4 del selettore a cinque vie.


RW/RP significa Reverse Wound / Reverse Polarity, ovvero “avvolgimento e (congiunzione) polarità invertiti”.
Invertiti rispetto a chi? Ma al “vicino di casa”, naturalmente, che nel caso descritto, con protagonista RW/RP il single coil centrale, sono i due single coil montati al manico e al ponte.

Nel caso del pickup humbucker, invece, che è composto nient'altro che da due pickup single coil affiancati e collegati in serie (nel caso delle posizioni 2 e 4 della Strato i due single coil vengono collegati in parallelo, ma l'effetto di cancellazione del ronzìo o hum-bucking si ottiene ugualmente), il “vicino di casa” RW/RP è l'altra metà funzionale dello stesso pickup.


Da notare che quando parlo di pickup “single coil” non intendo necessariamente gli Strat single coil. Anche le due metà di un PAF si possono considerare come due single coil. Anche quelli della Telecaster e i P90 sono dei pickup single coil, chiaro? Cambiano le geometrie e altri particolari, ma la struttura di base resta sempre la stessa.


Vediamo adesso di spiegare perchè entrambe le affermazioni che ho riportato sono nient'altro che castronerie colossali da sconfessare fermamente e categoricamente, ma prima è necessario approfondire un fatto fondamentale al quale ho già accennato prima. Infatti ho scritto che la bobina di filo, che è parte essenziale del pickup single coil, è soggetta oltre che al campo magnetico prodotto dai magneti del pickup stesso, anche a qualsiasi altro campo magnetico o elettromagnetico si venga a trovare comunque nelle vicinanze della chitarra sulla quale è installato.


La fisica ci insegna che qualsiasi conduttore, quando viene percorso da una corrente elettrica, è sede di un campo magnetico, il quale è proporzionale e concatenato alla corrente stessa. Altrettanto si verifica per il cavo di alimentazione, e non solo, del nostro amplificatore, televisore o di altri elettrodomestici. Quando l'amplificatore è acceso, nel suo cavo di alimentazione (tipicamente non schermato) scorre una corrente elettrica variabile (più precisamente, alternata con ciclo di 50 o 60 Hz, a seconda del paese) che emette, di conseguenza, un campo elettromagnetico variabile il quale può essere captato dalle bobine dei nostri pickup anche ad una certa distanza.

Quindi, vale la pena sottolinearlo, i magneti dei pickup non sono interessati, almeno apprezzabilmente, dall'influenza del campo elettromagnetico “inquinante” appena descritto ma lo sono, invece, le sole bobine.


Adesso passiamo, finalmente, alla spiegazione dell'effetto humbucking.

I pickup, sia single coil che humbucker hanno, come descritto, una doppia “personalità”, nel senso che i segnali di tensione prodotti ai capi delle loro bobine possono essere dovuti sia al campo magnetico (variabile nel tempo) prodotto dall'interazione dei magneti “di bordo” col movimento delle corde che a campi magnetici accidentali presenti nell'ambiente circostante.

Nel caso di pickup a bobina singola non è possibile contrastare completamente il fenomeno e l'unico rimedio efficace consiste nell'allontanare la chitarra dalle fonti di inquinamento elettromagnetico che producono effetti nel campo dell'umanamente udibile. Dai campi elettromagnetici emessi dai ripetitori TV, radio, telefonia mobile ecc., ovviamente, non è mai possibile allontanare la chitarra, ma i loro effetti, comunque presenti, non risultano udibili in quanto emessi a frequenze ultrasoniche.


La fase complessiva del segnale musicale prodotto da un pickup è dovuta per metà all'orientamento dei magneti (polarità magnetica, ogni magnete ha un polo nord e un polo sud) e per l'altra metà alla fase elettrica della bobina di filo avvolto.


Invertire la polarità dei magneti OPPURE quella della bobina (anche semplicemente scambiando tra loro i due fili di uscita, come già spiegato) significa, comunque, invertire la fase (cioè anticiparla o ritardarla di 180 gradi) del segnale prodotto dal pickup.


Dati due single coil identici anche in quanto a polarità magnetica e fase elettrica, se vengono invertite, in uno solo dei due, sia la polarità dei magneti che la fase elettrica della bobina, il segnale di uscita da quest'ultimo subisce non una, ma due singole rotazioni di fase di 180 gradi le quali, sommate, fanno complessivamente 360 gradi, cioè un ciclo completo!

Lo stesso si può ottenere invertendo in uno dei due la polarità magnetica e nell'altro la polarità elettrica.

Dire di aver sfasato un segnale periodico di 360 gradi sessagesimali significa esattamente, in termini pratici, la stessa cosa che non averlo sfasato affatto (rispetto al riferimento), ovvero di averlo “sfasato” di 0 (zero) gradi.


Il fenomeno appena descritto interessa segnatamente i segnali prodotti come conseguenza del movimento delle corde.


Adesso consideriamo il classico pickup humbucker da chitarra elettrica, le cui due bobine cosituenti vengono tipicamente collegate in serie per sommarne algebricamente i contributi e ottenere così un segnale “high output”.

Le due bobine in questione hanno, per definizione, fase elettrica invertita l'una rispetto all'altra.

Di conseguenza, udite udite, qualsiasi campo magnetico o elettromagnetico le investa (in modo quasi identico, essendo vicine e orientate nello spazio allo stesso modo) produrranno, di conseguenza, segnali elettrici aventi ampiezze praticamente identiche, ma fasi reciproche opposte (0 e 180 gradi). Ne consegue che i due distinti segnali prodotti dalle altrettante bobine a causa di un campo elettrico indesiderato, si annienteranno reciprocamente.

Tale fenomeno di cancellazione algebrica si verifica per tutti i segnali che le due bobine, in contro fase elettrica reciproca, producono a causa di campi elettromagnetici prodotti esternamente alla chitarra.


Per dirla tutta, l'annullamento algebrico dei due segnali potrebbe verificarsi allo stesso modo anche pizzicando le corde, quindi la nostra chitarra resterebbe muta sia in quanto a ronzìo captato accidentalmente, sia cercando di suonarla. Questa particolare situazione si verificherebbe, però, solo e soltanto nel caso in cui tutti i magneti di entrambi i single coil costituenti l'humbucker rivolgano verso le corde la stessa polarità magnetica , cioè tutti e dodici nord, OPPURE tutti e 12 sud.


La genialata di Seth Lover è consistita, infatti, nell'invertire, tra i due single coil costituenti, SIA la fase elettrica, SIA la polarità magnetica. Cioè una bobina avvolta in un senso e con i suoi magneti orientati col nord verso le corde e l'altra bobina avvolta nel senso opposto a quello della prima e con i suoi magneti rivolgenti il sud magnetico verso le corde.


Quindi, ricapitolando, invertendo la fase elettrica rispettiva delle due bobine otteniamo l'effetto hum-bucking (o cancellazione del ronzìo) rispetto ai campi magnetici generati esternamente alla chitarra.

Orientando, contemporaneamente, anche le polarità magnetiche in modo opposto tra i due single coil, otteniamo che il solo segnale prodotto dalle bobine a causa del movimento delle corde subisce, in uno dei due, due rotazioni di fase sommate e aventi lo stesso segno (+180+180 = 360 = 0 / oppure -180 -180 = 360 = 0, chiaro?).


Quindi se uno dei due single coil dell'humbucker, pizzicando le corde, produce un segnale che consideriamo di riferimento, cioè a fase zero, l'altro single coil produce un segnale che subisce due inversioni di fase simultanee, cioè di 360 gradi complessive, di cui 180 gradi dovuti all'orientamento invertito dei magneti e di altri 180 gradi dovuti all'inversione di fase elettrica fra le bobine. 360 gradi corrisponde ad un ciclo completo, cioè zero, per cui il segnale prodotto dal movimento delle corde, in un humbucker, è esattamente lo stesso(!) nei due casi possibili, cioè sia quando i due single coil costituenti hanno sia la fase elettrica che la polarità magnetica opposte, sia che abbiano fase elettrica concorde e tutti i magneti che rivolgono verso le corde la stessa polarità (tutti e 12 nord OPPURE tutti e 12 sud). In quest'ultimo caso, però, al segnale prodotto dal movimento delle corde si sovrappone il ronzìo captato dalle sole bobine.


Quando, invece, ad uno dei due single coil vengono invertiti sia la fase elettrica che quella magnetica, l'intero pickup humbucker produrrà, quasi esclusivamente, il segnale dovuto al movimento delle corde.

Dopo tutta questa (volutamente) prolissa e ridondante spiegazione, dovrebbe essere chiaro anche ai più duri, spero, come in un pickup humbucker, correttamente cablato che si avvalga della tecnica Reverse Wound / Reverse Polarity non si verifichi, assolutamente, alcuna menomazione armonica o del livello di output. Anzi, in un pickup a due bobine appaiate e connesse in serie, ma senza RW/RP, il timbro e l'output restano esattamente gli stessi, ma il segnale prodotto a causa dell'eventuale ronzìo captato va a sovrapporsi a quello del segnale musicale, inquinandolo in modo certamente non salutare.


Lo stesso si può affermare, in modo pressoché identico, nel caso di due single coil (ad esempio P90, Telecaster SC o Strat SC) che vengano attivati insieme e collegati in parallelo. Infatti tutto quanto riguarda l'effetto hum-cancelling dovuto alla tecnica RW/RP è valido tanto per due single coil connessi in serie quanto per due single coil connessi in parallelo.


Quindi se avete acquistato un set SSS con pickup centrale dichiaratamente Reverse Wound / Reverse Polarity e la vostra Strato, quando la usate in posizione 2 e/o 4 produce un suono dal volume chiaramente più basso e dal timbro stridulo e nasale, la colpa è solo ed esclusivamente del praticone che vi ha eseguito l'installazione il quale ha, suo malgrado, invertito i fili di uno o più pickup durante il cablaggio del circuito. Tale eventualità può accadere, teoricamente, anche ad un tecnico non improvvisato. In quest'ultimo caso, però, al successivo, doveroso collaudo della chitarra, essendo un esperto dovrebbe accorgersi subito dell'errore provvededendo di conseguenza...

Tutto ciò, chiaramente, può accadere anche nel caso di un humbucker a quattro fili.


Talvolta accade, purtroppo, che un humbucker a quattro fili venga cablato in modo che ne funzioni sempre e solo una bobina. Il malcapitato di turno di ritrova a suonare con un single coil credendo che sia un humbucker, e magari, non se ne accorge per anni.


Il suono particolare di un humbucker (con entrambe le bobine funzionanti e connesse in serie) o di due single coil (connessi in parallelo, ad es. posizioni 2 o 4 in una Strato) attivati contemporaneamente, indipendentemente dall'impiego o meno della tecnica RW/RP, è dovuto solo ed esclusivamente al fatto che i due single coil (anche nel caso limite degli Hot Rails o dei JB) “leggono” il movimento delle corde (“finestra magnetica”) in due punti differenti (distinti e distanti, mi si passi il gioco di parole). Differenti sia in quanto ad ampiezza della vibrazione della corda, sia al contenuto percentuale di armoniche prodotte dalla stessa vibrazione della corda nei suoi diversi punti, a seconda della distanza dal ponte.


Nel caso il vostro set SSS, invece, NON abbia il pickup centrale RW/RP (contenti voi...), lo stesso praticone di cui sopra potrebbe, di nuovo, sbagliare il cablaggio e fare in modo che, anche in questo caso vi becchiate il contro fase nelle posizioni 2 e/o 4 del selettore a cinque vie (o in posizione 2se avete una Telecaster o una Les Paul con due P90).


Generalmente il contro fase accidentale è abbastanza evidente ed eliminarlo rientra decisamente nell'ordinaria amministrazione, per un tecnico propriamente detto ma anche per un chitarrista abbastanza sagace e in grado di effettuare saldature a stagno decenti.


Due single coil vicini, quando vengono attivati insieme, sono quasi sempre connessi in parallelo (molti chitarristi però sfruttano, con soddisfazione, la connessione in serie tra i single coil ponte e centrale o tra centrale e manico, per esempio). Il segnale di “output” del parallelo è, praticamente, la media tra i due singoli segnali i quali, essendo abbastanza equilibrati fra loro, danno come risultato un segnale avente ampiezza vicinissima a quella prodotta singolarmente da ognuno dei due pickup. Per fare un esempio pratico si potrebbe pensare a quanto si ottiene ponendo in parallelo due batterie uguali.


La timbrica del parallelo invece, è caratteristicamente (e benvolutamente) differente da quelle prodotte singolarmente dai due single coil.


Cito, di nuovo, l'esempio delle posizioni 2 e 4 in una Strato normale.


Quando, invece, il parallelo tra i due single coil si trova in contro fase accidentale, ve ne accorgete subito perché notate il sostanziale abbassamento del volume e che, quel “poco” che resta del segnale musicale ha un carattere timbrico decisamente stridulo (ad alcuni chitarristi, comunque, piace).

Se in un parallelo di single coil correttamente cablato si ottiene la media dei due singoli segnali, in un parallelo cablato in contro fase si ottiene la sottrazione, la quale non dà mai zero (cioè chitarra muta) perché i due segnali non sono mai del tutto identici, né in ampiezza né in quanto a contenuto armonico.


Per capire come rimettere a posto un contro fase accidentale prendiamo in considerazione l'esempio della “solita” ipotetica Strato SSS.

Una volta capito ciò dovrebbe risultare chiaro anche come intervenire nel caso di chitarre dotate di due soli single coil.


Prima ipotesi: set di pickup SSS con centrale RW/RP che accusa contro fase nelle posizioni 2 e 4.


In questo caso o è stato cablato “a rovescio” il pickup centrale oppure lo sono stati sia il pickup al manico che quello al ponte.

In ogni caso, prima di aggiustare la fase elettrica è sempre opportuno verificare che non ci siano stati scambi nel posizionamento dei pickup. Cioè il pickup per il ponte deve stare al ponte, il centrale al centro e il pickup manico al... manico.


Per risolvere sarà sufficiente dissaldare i fili del single coil centrale e risaldarli nelle rispettive sedi dopo averne invertito l'ordine preesistente.


Seconda ipotesi. Set di pickup SSS con centrale RW/RP che accusa contro fase solo in posizione 2: va invertito il cablaggio dei fili del pickup al ponte.


Terza ipotesi: Set di SSS con centrale RW/RP che accusa contro fase solo in posizione 4. Va invertito il cablaggio dei fili del pickup al manico.


Se il set SSS installato è dichiarato dal produttore con avente il pickup centrale NON RW/RP (di nuovo: contenti voi...) , allora si ripetono, esattamente, sia la possibile casistica che le relative soluzioni indicate nelle tre ipotesi appena descritte.


In tutti i casi, quando il set SSS è correttamente installato e cablato, l'unica e sola differenza che risulta subito evidente è che nelle posizioni 2 e 4, col set avente il centrale RW/RP la chitarra risulta del tutto (o quasi?) silenziosa, mentre nel caso del set con pickup centrale NON RW/RP il ronzìo udibile sarà lo stesso riscontrato nelle posizioni 1, 3 e 5. Tutto qua!


Se i due set di pickup sono stati realizzati in modo perfettamente identico tranne che per l'adozione o meno della tecnica RW/RP, a parte la cancellazione del solo ronzìo nelle posizioni 2 e 4, tutto il resto rimane esattamente uguale, sia come timbrica che come livelli di output, in ognuna delle cinque posizioni del selettore a cinque vie. Lo so che per più di qualcuno posso risultare noioso e ripetitivo ma, siccome gira che ti rigira ci si imbatte sempre nelle stesse castronerie che molti soggetti privi della necessaria cognizione di causa insistono ad affermare, allora è opportuno che qualcuno pure si impegni a dichiarare come stanno realmente le cose.


Nel caso di humbucker a due bobine, come un PAF, un Hot Rails o un JB, spesso il pickup termina con quattro fili separati (o quattro fili + calza schermante, come anche negli humbucker di mia produzione, firmati ASAR). Non esiste una convenzione universale sul significato del colore dei singoli fili, per cui ogni produttore decide in proprio come meglio ritiene. Per quanto mi riguarda, i miei humbucker, essendo dotati di livelli di output generosi, li rendo sempre sfruttabili in “split mode”, per cui li termino con cavetti a quattro fili + calza. Per i due single coil che compongono i miei humbucker sfrutto sempre, ovviamente, le tecnica RW/RP.


I colori hanno i seguenti significati:


ROSSO: positivo della bobina NORD;


BIANCO: negativo (o massa) delle bobina NORD;


GIALLO: positivo della bobina SUD;


NERO: negativo (o massa) della bobina SUD.


A scanso equivoci, per bobina NORD intendo quella che affaccia verso il manico. Viceversa, per

bobina SUD intendo quella che, una volta installato il pickup, affaccia in direzione del ponte.


Se l'humbucker lo installo su uno dei miei battipenna per Strat precablati, oltre a renderlo sempre splittabile tramite un apposito switch, faccio in modo che la bobina che resta sempre in funzione sia la bobina NORD, sia nel caso degli humbucker da ponte che da manico.


Se qualche malcapitato entra in possesso di uno dei miei humbucker sfuso o fornito in coppia manico/ponte, volendolo rendere splittabile può ovviamente orientarsi come preferisce, ma in caso di dubbi consiglio vivamente di lasciare come sempre funzionanti le bobine NORD.


Tanto premesso, vediamo come cablare correttamente questi humbucker. Il filo rosso è sempre il positivo dell'intero humbucker e va collegato all'apposito contatto del selettore. Il bianco e il giallo vanno saldati insieme e lasciati flottanti (dopo averne isolato la giunzione con del nastro isolante, guaina termorestringente o altro materiale idoneo) se si decide di usare l'humbucker sempre con entrambe le bobine funzionanti. Se, invece, si intende sfruttare l'opportunità di splittarlo, allora la giunzione tra giallo e bianco non va isolata, ma saldata ad uno dei due contatti di un interruttore ON/OFF. L'altro contatto dell'interruttore va collegato alla massa del circuito. Il filo nero, come pure la calza del cavetto, va saldata a massa in ogni caso. Se l'interruttore viene posizionato su ON (contatto chiuso), la bobina sud viene bypassata mettendo in cortocircuito il suo terminale di inizio con quello di fine avvolgimento.


Quando entrambe le bobine sono funzionanti si sfrutta l'effetto hum-bucking e ciò vale sia nel classico caso delle bobine connesse in serie che in quello, meno consueto, della connessione in parallelo.


Il livello del segnale in uscita, con le bobine connesse in serie, è quasi il doppio rispetto a quanto prodotto sia dalla connessione in parallelo che dallo “split mode” (cioè una sola bobina funzionante). Riprendendo l'esempio delle due batterie uguali, questa volta è come se venissero poste in serie, con conseguente somma (o raddoppio) della tensione complessiva erogata.


Nei tre distinti casi, livelli di output a parte, i comportamenti sonici sono differenti l'uno dall'altro. Per cui chi cerca un pickup single coil ma lo vuole anche silenzioso non trova una scappatoia tout court adottando un humbucker RW/RP e collegandone le bobine in parallelo.


Come già spiegato, un pickup single coil rileva il movimento delle corde in un solo punto (quella che alcuni definiscono “finestra magnetica”), mentre un humbucker (due single coil affiancati, ma NON coincidenti in quanto a spazio fisicamente occupato) lo rileva in due punti distinti tra loro, per quanto vicini possano essere.

Ne consegue che il timbro di un humbucker, specialmente con le bobine connesse in serie, appare “compresso e carico sui medi” rispetto al suono di un single coil.

Con due bobine funzionanti, il contenuto armonico del segnale in uscita è sempre il risultato dell'interazione fra i due differenti spettri armonici delle altrettante bobine con operazioni algebriche differenti, a seconda della connessione serie o parallelo.


Ci sarebbe anche il discorso degli humbucker sovrapposti, ma non ne parlerò qui, essendomi già dilungato abbastanza.


A questo punto dovrebbe risultare chiaro, o almeno lo spero, il motivo per cui nel suono di un humbucker la cancellazione (o, più correttamente, attenuazione?) o l'enfatizzazione di certe frequenze non c'entra un fico secco con la tecnica RW/RP e la cancellazione del ronzìo che essa comporta.


Quanto ho fin qui affermato è frutto di un'esperienza diretta, ormai quasi decennale, nel progetto, sviluppo e realizzazione di pickup passivi per chitarre e bassi elettrici.

Parte degli esemplari prodotti li impiego anche per la realizzazione di battipenna precablati.

I miei pickup, che produco in proprio, sono dotati di magneti o ceramici (ferrite) o, per la maggior parte dei casi, con gli impareggiabili magneti al neodimio.

Le bobine le avvolgo sempre guidandone il filo a mano, avvalendomi di un'avvolgitrice elettrica auto costruita.

Faccio notare che il presente articolo l'ho scritto quasi di getto e senza alcuna pretesa di rigore scientifico, infatti l'intenzione era di conferirgli un taglio eminentemente pratico e comprensibile a quanti più chitarristi possibile. Spero di esserci riuscito e di non ricevere critiche inappropriate.

Se, dopo un'attenta e, magari, anche ripetuta lettura, a qualcuno non dovesse risultare chiaro qualcosa, può contattarmi all'indirizzo asar.amplification@gmail.com .

Cercherò di rispondere il prima possibile.










martedì 14 marzo 2023

STRATGATE, SET DI PICKUP STRAT SINGLE COIL CON POLI A VISTA, IN TRE VERSIONI.

STRATGATE è una serie di tre set di pickup (manico / centrale / ponte) in formato Strat single coil, realizzati basando il loro sviluppo intorno agli innovativi o, meglio, a mio avviso rivoluzionari magneti al neodimio.

 



                                                     ALTRE FOTO ESPOSTE IN FONDO


La mia passione principale sono le elettroniche, principalmente amplificazioni, sia valvolari che a stato solido, per chitarre e per Hi Fi, sui quali sperimento dagli anni ’90 del secolo scorso. ASAR, infatti, è l’acronimo di Alter Sonus Audio Research.


Ho deciso di dedicarmi anche ai pickup per chitarra e basso dopo aver avuto, ormai oltre una decina di anni addietro, l'opportunità di apprezzare le superiori caratteristiche dei magneti al neodimio sugli altoparlanti. Da quel momento, viste le analogie intercorrenti tra i due tipi di trasduttori, cioè pickup e altoparlanti magnetodinamici, mi è venuta l'idea di verificare, innanzitutto, se fosse possibile reperire, per un artigiano hobbista come me, i materiali adatti alla sperimentazione. Così è stato e i tre set STRATGATE rappresentano solo uno dei risultati ottenuti nel settore dei pickup, grazie all’utilizzo dei magneti al neodimio.


La mia idea era di aggiornare e dare nuova linfa vitale almeno ai modelli più popolari e diffusi di pickup per chitarra e basso elettrico, utilizzando i materiali di base che qualsiasi artigiano hobbista o chitarrista amante del DIY può reperire sui siti di vendita online senza particolari difficoltà. Non era comunque mia intenzione produrre pickup caratterizzati da particolari ricercatezze estetiche in quanto volevo, più che altro, sfruttare in primis l’adozione dei magneti al neodimio, unitamente all’avvolgimento guidato manualmente delle bobine per fare, nel suono, la differenza rispetto ai pickup dotati di magneti tradizionali, di serie o boutique che fossero.


Non avrei mai distratto risorse e tempo dalla ricerca nel campo degli amplificatori, infatti, solo per diventare il miliardesimo “sperimentatore” di pickup con magneti AlNiCo perché, a mio avviso, gli spazi di manovra (leggasi parametri) che caratterizzano un pickup sono relativamente pochi e cercare di fare la differenza semplicemente scegliendo tra diametro di filo smaltato (e isolante di rivestimento) e relativo numero di spire da avvolgere, tipo di rocchetto e impiego di magneti AlNiCo 2, 3 oppure 5, non avrebbe mai portato a risultati sufficientemente apprezzabili, tanto da distinguersi realmente rispetto alla già sterminata produzione, passata e attuale.


Ho poi sperimentato anche con la ferrite, materiale che personalmente stimo più dell’AlNiCo stesso, ottenendo risultati pure interessanti e con minore investimento di risorse rispetto agli esemplari basati sul neodimio. Motivo per cui, pur non raggiungendo le prestazioni soniche garantite dai magneti alle terre rare (che comprendono anche il samario-cobalto, oltre al neodimio), ho trovato il rapporto qualità/prezzo dei pickup ceramici sempre interessante, al punto di produrli parallelamente ai modelli al neodimio.

Devo ammettere che non nutro molta stima per i magneti AlNiCo, nonostante abbiano accompagnato la nascita e l’evoluzione della chitarra elettrica nei suoi primi decenni. Ciò per diverse ragioni, tra cui il fatto che tali leghe non sono dotate di magnetismo proprio, ma debbono essere magnetizzate forzatamente, da campi magnetici esterni. Magnetizzazione che oltre ad essere indotta, può anche essere, accidentalmente o volutamente, attenuata oppure annullata. La ragione principale della mia scarsa simpatia risiede, comunque, più che altro nel fatto che tranne casi piuttosto rari, ho sempre trovato il carattere sonico dell’AlNiCo strillante ed eufonico, specie nella zona delle frequenze medie e medio-alte dello spettro della chitarra elettrica, cioè proprio quelle che caratterizzano maggiormente la sonorità dei pickup e, di conseguenza, dello strumento equipaggiato.


Altra pecca che ho avuto modo di riscontrare nei pickup AlNiCo, anche di produzione attuale e blasonata, notata praticando confronti all’americana tra chitarre mie dotate di pickup al neodimio e chitarre di miei amici, è un suono più compresso, oltre che meno vivace in generale e meno esteso in frequenza, sia in basso che in alto.


I magneti al neodimio, grazie alle particolari caratteristiche del loro campo magnetico, permettono di ottenere pickup dotati di una ineguagliabile ricchezza di armoniche equamente distribuite nello spettro utile di frequenze, risposta al tocco, dinamica e anche livelli di output inarrivabili. I suoni puliti sono quanto di più caldo e naturale, mentre i distorti riescono granitici e consonanti, già nei pickup a bobina singola (per non parlare di quanto riescono a fare gli humbucker, veri cioè a bobine giustapposte, oppure sovrapposte che siano).


Avendo i magneti al neodimio un carattere alquanto differente rispetto al citato AlNiCo, c’era da aspettarsi che anche il resto della religione costruita intorno a questi ultimi in fatto di fili smaltati da utilizzare e tabelle più o meno ufficiali riportanti i numeri di spire da avvolgere per ottenere determinati risultati, potesse essere ampiamente “disattesa” pur di raggiungere i risultati ricercati.


Tant’è che anche gli STRATGATE, come la maggior parte dei pickup da me realizzati, sono avvolti con filo smaltato AWG44 invece del tradizionale AWG42, il che mi permette, oltre all’ottenimento dei caratteri timbrici prefissati, anche livelli di output generosi con ingombri relativamente ridotti delle bobine.


E’ con questi presupposti che, dopo una serie di prove, ho messo a punto i tre set di STRATGATE, tutti caratterizzati dall’impiego di filo smaltato AWG44 e ognuno dotato di una sua logica esistenziale.



I tre pickup del set STRAGATE Mk I rappresentano lo standard “di famiglia” e sono dotati di tre bobine tradizionali, cioè a singola uscita. Il loro carattere vuole avvicinarsi, in quanto a brillantezza, alle sonorità più tipiche della Stratocaster e sono equilibrati tra loro.


Le Rs dei tre pickup, infatti, sono: MANICO 8,2 / CENTRALE 8,5 / PONTE 8,8 KOhm.



Il set Mk II è composto, ancora, da tre Strat single coil a bobine tradizionali, ma il pickup ponte è sovravvolto, rispetto al corrispettivo del set Mk I, di circa il 10%, per i motivi che sono noti ad ogni chitarrista, specialmente se orientato su Stratocaster con assetto SSS. In poche parole, l'ottenimento di un pickup ponte dalla timbrica un po' meno brillante e dall'output un po' più consistente.


Le Rs dei pickup del set Mk II, quindi, sono le seguenti: MANICO 8,2 / CENTRALE 8,5 / PONTE 9,6 KOhm.



Il set Mk III è il più versatile e prestante, in quanto le tre bobine sono dotate di uscite identiche a quelle del set Mk I, ma i pickup manico e ponte sono coil tappati, cioè aventi anche uscite secondarie caratterizzate da output più generosi, con sonorità simili a quelle dei P90.


In altre parole, le bobine dei pickup manico e ponte del set Mk III sono abbondantemente sovravvolte e dotate di due uscite, selezionabili tramite appositi switch: una uscita di livello più basso, prelevata allo stesso numero di spire dei corrispettivi pickup del set Mk I e un’uscita di livello più elevato, prelevata alla fine dell’intero avvolgimento della bobina stessa.


Le Rs del set Mk III sono le seguenti: MANICO 8,2 Kohm in COIL TAP e 12,6 Kohm in FULL COIL / CENTRALE 8,5 KOhm / PONTE 8,8 KOhm in COIL TAP e 13,8 KOhm in FULL COIL.



Le cover sono disponibili bianche, nere, crema, verdi e cromate, a scelta.


Il pickup centrale è sempre Reverse Wound /Reverse Polarity rispetto agli altri due, in tutti e tre i set di pickup.



La ceratura viene eseguita in bagno di paraffina miscelata a cera d'api (in rapporto 3:1 peso / peso), per ottenere un'affidabilità mantenuta nel tempo e l’immunità dall’innesco di fastidiosi fischi.


POLE SPACING: PU al manico 48 mm: centrale 50 mm; ponte 52 mm in tutti e tre i set.


Le bobine dei pickup sono dotate di schermature elettromagnetiche complete (vedere foto), in quanto sono ricoperte con foglio di rame connesso alla calza schermante / massa dei relativi cavetti di collegamento.


I cavetti stessi sono generosamente lunghi.

Ogni singolo pickup viene regolarmente testato.

I pickup della serie STRATGATE si possono trovare su Reverb.

Il mio indirizzo email è asar.amplification@gmail.com