LEGGENDE METROPOLITANE E VOCI DI POPOLO
SUL FUNZIONAMENTO DEI PICKUP HUMBUCKER (O HUMBUCKING CHE DIR SI
VOGLIA), SU FASE E CONTRO FASE DEI SINGLE COIL E SULLA TECNICA
REVERSE WOUND REVERSE POLARITY IN GENERALE.
L'humbucker fu inventato da Seth Lover
della Gibson, con lo scopo principale di eliminare o attenuare il
ronzio di corrente alternata captato via etere dalla bobina dei
pickup single coil.
Per capire come stanno effettivamente
le cose è necessario avere ben chiaro il principio funzionamento del
pickup più semplice che è, appunto, il single coil. Prendiamo ad
esempio il pickup probabilmente più diffuso in assoluto, cioè uno
Strat single coil con magneti in AlNiCo.
A parte i componenti strutturali di
base fatti in materiale isolante (e permeabili ai campi magnetici,
come lo sono anche il vuoto e l'aria che respiriamo), come bachelite
e plastica, i componenti essenziali o funzionali del nostro pickup
sono i magneti e la bobina di filo smaltato. I magneti (in questo
caso uno per ogni corda) hanno un polo nord e un polo sud.
E' fondamentale che tutti e sei i
magneti, su uno stesso pickup, siano orientati o con il loro nord
magnetico verso le corde, oppure tutti e sei con il loro sud
magnetico verso le corde.
La bobina di filo in rame smaltato
(cioè ricoperto di una sottile guaina di smalto isolante), pure ha
un suo senso di avvolgimento. Osservando, come riferimento, il pickup
dal suo lato che affaccia verso le corde, il senso di avvolgimento
della bobina potrà essere orario oppure antiorario. Sulla polarità
elettrica delle bobine di filo avvolto, oltre al senso orario o
antiorario dell'avvolgimento, è altrettanto determinante quale dei
due capi dell'avvolgimento stesso viene assunto come positivo e quale
andrà collegato al negativo (o massa) del circuito. I capi sono
quello di inizio e quello di fine dell'avvolgimento.
Se abbiamo avvolto due pickup single
coil, di cui uno facendo girare il rocchetto in senso orario e
l'altro in senso antiorario, l'opposizione di fase elettrica tra i
due pickup si conserverà soltanto assumendo come positivo elettrico
il terminale di inizio avvolgimento in entrambi; oppure assumendo
come positivo elettrico il terminale di fine avvolgimento, sempre in
entrambi.
In conclusione, se si sono avvolte
due bobine in senso reciprocamente opposto e poi su una viene preso
come capo positivo l'inizio avvolgimento e sull'altra la sua fine, ne
consegue che le due bobine avranno la stessa fase elettrica.
La scelta diquale terminale assumere
come positivo è libera e indifferente ma, una volta effettuata, deve
poi poi essere coerente per evitare incresciosi inconvenienti.
Nella realizzazione dei miei pickup
“hobbistici”, per ridurre il numero delle variabili in gioco da
tre (una determinante la polarità magnetica e due determinanti la
polarità elettrica) a due sole (una magnetica ed una sola elettrica)
ho adottato la consuetudine di assumere, sempre,
come positivo elettrico della bobina, il terminale di fine
avvolgimento. Quindi, per ottenere l'effetto hum-bucking o
cancellazione del ronzìo tra le due metà di un pickup humbucker
oppure tra due single coil contigui come ponte e centrale oppure
centrale e manico in una Strato, avvolgo le relative bobine in senso
realmente inverso l'una rispetto all'altra (cioè una in senso orario
e l'altra in senso antiorario osservando dal lato delle corde, nel
mio caso).
Altri
preferiscono avvolgere le bobine sempre nello stesso senso (ad
esempio sempre in senso orario guardando dal lato corde?) e
determinare l'eventuale reciproca inversione di fase elettrica
semplicemente assumendo come terminale positivo quello di fine
avvolgimento per una bobina e quello di inizio avvolgimento per
l'altra.
L'effetto finale
è comunque lo stesso. E' solo una questione di scelta soggettiva la
quale, però, come ripeto, deve poi essere rispettata costantemente
per evitare indesiderati problemi di contro fase.
Tutto ciò
premesso ci ritroviamo, in soldoni, che i magneti possono essere
orientati in due modi possibili, diametralmente opposti, cioè
sfasati reciprocamente di 180 gradi sessagesimali e che anche per le
bobine si deve scegliere uno dei due orientamenti elettrici possibili
(di nuovo sfasati reciprocamente di 180 gradi).
Le corde di
chitarre e bassi elettrici sono composte di materiali fortemente
interagenti con i campi
magnetici, detti materiali
ferromagnetici.
In una chitarra elettrica le sue corde
si ritrovano, tipicamente, immerse nel campo magnetico costantemente
emesso dai magneti dei pickup sottostanti. Lo stesso campo magnetico
che investe le corde coinvolge, contemporaneamente, anche la bobina
di filo in rame smaltato avvolta intorno ai magneti.
Per effetto della legge di Lenz quando
una o più corde vengono fatte vibrare, ai capi della bobina di filo
del pickup si produce un segnale di tensione elettrica variabile nel
tempo e contenente, in tempo reale, le informazioni relative
all'evento musicale determinato dal movimento delle corde stesse.
In altre parole il movimento delle
corde produce una perturbazione nel campo magnetico emesso dai
magneti la quale si percuote sulla bobina di filo avvolto facendole
produrre, ai suoi capi, una tensione variabile proporzionale alla
variazione del flusso magnetico indotta dal movimento meccanico delle
corde.
Il sistema appena descritto vorremo che
fosse chiuso ma, per certi versi, purtroppo, non lo è.
Infatti mentre la bobina di filo del
nostro ipotetico pickup single coil è immersa nel campo magnetico
prodotto dai magneti “di bordo”, essa può essere
contemporaneamente investita anche da campi magnetici o
elettromagnetici prodotti esternamente allo “ambiente” chitarra
elettrica.
Fin qui ho cercato di spiegare, nel
modo più colloquiale e comprensibile, come è fatto e come funziona
il più semplice dei pickup per chitarra o basso, cioè il bobina
singola o single coil.
Prima di passare ai perché e percome
dei pickup humbucker, vorrei spendere qualche parola sul motivo che
mi ha spinto a pubblicare quanto state leggendo. Proprio oggi, 10
Giugno 2023, mentre navigavo in rete alla ricerca di informazioni
storiche sull'evoluzione dei pickup, mi sono imbattuto in un articolo
che, ad un certo punto, mentre parla degli humbucker afferma,
testualmente: “Inoltre, la cancellazione dell'Hum annulla
anche le frequenze, il che si traduce in una perdita di armoniche,
che è più evidente con un suono pulito”.
Questa, per me, è stata la
classica goccia che ha fatto traboccare il fatidico vaso. Ne ho lette
e sentite di tutti i colori, sull'argomento e il fenomeno, gira gira,
è riconducibile sempre allo stesso motivo di fondo: il chitarrista
elettrico medio (cioè la stragrande maggioranza) si ritrova tra le
mani, suo malgrado, uno strumento caratterizzato da una sua
complessità concettuale e strutturale, non conoscendo
sufficientemente la quale, cade troppo spesso vittima di suggestioni
autoprodotte, frutto di leggende metropolitane o sentenziate dal
“Mariano da Trani” di turno (leggasi “guru” di quartiere o
altro praticone poco tecnico, ma molto bravo a raccontare e sostenere
scemenze).
Fra le tante frescacce D.O.C. sulla
relazione tra fase elettrica e suono dei pickup nelle quali mi sono
imbattuto ce n'è stata un'altra, in particolare, che vale la pena di
narrare in quanto emblematica.
L'ho letta su un noto sito/forum
italiano e vede come protagonista un chitarrista stratocasteriano
che, evidentemente in buona fede e basandosi esclusivamente sulla
propria, sfortunata esperienza, interviene in una discussione
consigliando ad un altro di evitare configurazioni di pickup SSS
nelle quali il single coil centrale sia di tipo (non “tipologia”,
come va tanto di moda dire oggigiorno solo per darsi un certo tono)
RW/RP perché, a suo dire, “rovina il suono” quando la Strato
viene suonata nelle posizioni 2 o 4.
Evidentemente, nel suo caso il pickup
centrale era stato cablato sbagliando l'ordine dei fili, con
conseguente contro fase nelle posizione 2 e 4 del selettore a cinque
vie.
RW/RP significa Reverse Wound / Reverse
Polarity, ovvero “avvolgimento e (congiunzione) polarità
invertiti”.
Invertiti rispetto a chi? Ma al “vicino di casa”,
naturalmente, che nel caso descritto, con protagonista RW/RP il
single coil centrale, sono i due single coil montati al manico e al
ponte.
Nel caso del pickup humbucker, invece,
che è composto nient'altro che da due pickup single coil affiancati
e collegati in serie (nel caso delle posizioni 2 e 4 della Strato i
due single coil vengono collegati in parallelo, ma l'effetto di
cancellazione del ronzìo
o hum-bucking si ottiene ugualmente), il “vicino di casa” RW/RP è
l'altra metà funzionale dello stesso pickup.
Da
notare che quando parlo di pickup “single coil” non intendo
necessariamente gli Strat single coil. Anche le due metà di un PAF
si possono considerare come due single coil. Anche quelli della
Telecaster e i P90 sono dei pickup single coil, chiaro? Cambiano le
geometrie e altri particolari, ma la struttura di base resta sempre
la stessa.
Vediamo adesso
di spiegare perchè entrambe le affermazioni che ho riportato sono
nient'altro che castronerie colossali da sconfessare fermamente e
categoricamente, ma prima è necessario approfondire un fatto
fondamentale al quale ho già accennato prima. Infatti ho scritto che
la bobina di filo, che è parte essenziale del pickup single coil, è
soggetta oltre che al campo magnetico prodotto dai magneti del pickup
stesso, anche a qualsiasi altro campo magnetico o elettromagnetico si
venga a trovare comunque nelle vicinanze della chitarra sulla quale è
installato.
La fisica ci
insegna che qualsiasi conduttore, quando viene percorso da una
corrente elettrica, è sede di un campo magnetico, il quale è
proporzionale e concatenato alla corrente stessa. Altrettanto si
verifica per il cavo di alimentazione, e non solo, del nostro
amplificatore, televisore o di altri elettrodomestici. Quando
l'amplificatore è acceso, nel suo cavo di alimentazione (tipicamente
non schermato) scorre una corrente elettrica variabile (più
precisamente, alternata con ciclo di 50 o 60 Hz, a seconda del paese)
che emette, di conseguenza, un campo elettromagnetico variabile il
quale può essere captato dalle bobine dei nostri pickup anche
ad una certa distanza.
Quindi, vale la
pena sottolinearlo, i magneti dei pickup non sono interessati, almeno
apprezzabilmente, dall'influenza del campo elettromagnetico
“inquinante” appena descritto ma lo sono, invece, le sole bobine.
Adesso
passiamo, finalmente, alla spiegazione dell'effetto humbucking.
I pickup, sia
single coil che humbucker hanno, come descritto, una doppia
“personalità”, nel senso che i segnali di tensione prodotti ai
capi delle loro bobine possono essere dovuti sia al campo magnetico
(variabile nel tempo) prodotto dall'interazione dei magneti “di
bordo” col movimento delle corde che a campi magnetici accidentali
presenti nell'ambiente circostante.
Nel caso di
pickup a bobina singola non è possibile contrastare completamente il
fenomeno e l'unico rimedio efficace consiste nell'allontanare la
chitarra dalle fonti di inquinamento elettromagnetico che producono
effetti nel campo dell'umanamente udibile. Dai campi elettromagnetici
emessi dai ripetitori TV, radio, telefonia mobile ecc., ovviamente,
non è mai possibile allontanare la chitarra, ma i loro effetti,
comunque presenti, non risultano udibili in quanto emessi a frequenze
ultrasoniche.
La fase
complessiva del segnale musicale prodotto da un pickup è dovuta per
metà all'orientamento dei magneti (polarità magnetica, ogni
magnete ha un polo nord e un polo sud) e per l'altra metà alla fase
elettrica della bobina di filo avvolto.
Invertire la
polarità dei magneti OPPURE quella della bobina (anche semplicemente
scambiando tra loro i due fili di uscita, come già spiegato)
significa, comunque, invertire la fase (cioè anticiparla o
ritardarla di 180 gradi) del segnale prodotto dal pickup.
Dati due single
coil identici anche in quanto a polarità magnetica e fase elettrica,
se vengono invertite, in uno solo dei due, sia la polarità
dei magneti che la fase elettrica della bobina, il segnale di
uscita da quest'ultimo subisce non una, ma due singole rotazioni di
fase di 180 gradi le quali, sommate, fanno complessivamente 360
gradi, cioè un ciclo completo!
Lo stesso si può
ottenere invertendo in uno dei due la polarità magnetica e
nell'altro la polarità elettrica.
Dire di aver
sfasato un segnale periodico di 360 gradi sessagesimali significa
esattamente, in termini pratici, la stessa cosa che non averlo
sfasato affatto (rispetto al riferimento), ovvero di averlo “sfasato”
di 0 (zero) gradi.
Il fenomeno
appena descritto interessa segnatamente i segnali prodotti come
conseguenza del movimento delle corde.
Adesso
consideriamo il classico pickup humbucker da chitarra elettrica, le
cui due bobine cosituenti vengono tipicamente collegate in serie per
sommarne algebricamente i contributi e ottenere così un segnale
“high output”.
Le due bobine in
questione hanno, per definizione, fase elettrica invertita l'una
rispetto all'altra.
Di conseguenza,
udite udite, qualsiasi campo magnetico o elettromagnetico le
investa (in modo quasi identico, essendo vicine e orientate
nello spazio allo stesso modo) produrranno, di conseguenza, segnali
elettrici aventi ampiezze praticamente identiche, ma fasi reciproche
opposte (0 e 180 gradi). Ne consegue che i due distinti segnali
prodotti dalle altrettante bobine a causa di un campo elettrico
indesiderato, si annienteranno reciprocamente.
Tale fenomeno di
cancellazione algebrica si verifica per tutti i segnali che le due
bobine, in contro fase elettrica reciproca, producono a causa di
campi elettromagnetici prodotti esternamente alla chitarra.
Per dirla tutta,
l'annullamento algebrico dei due segnali potrebbe verificarsi allo
stesso modo anche pizzicando le corde, quindi la nostra chitarra
resterebbe muta sia in quanto a ronzìo captato accidentalmente, sia
cercando di suonarla. Questa particolare situazione si
verificherebbe, però, solo e soltanto nel caso in cui tutti i
magneti di entrambi i single coil costituenti l'humbucker rivolgano
verso le corde la stessa polarità magnetica , cioè tutti e dodici
nord, OPPURE tutti e 12 sud.
La genialata di
Seth Lover è consistita, infatti, nell'invertire, tra i due single
coil costituenti, SIA la fase elettrica, SIA la polarità magnetica.
Cioè una bobina avvolta in un senso e con i suoi magneti orientati
col nord verso le corde e l'altra bobina avvolta nel senso opposto a
quello della prima e con i suoi magneti rivolgenti il sud magnetico
verso le corde.
Quindi,
ricapitolando, invertendo la fase elettrica rispettiva delle due
bobine otteniamo l'effetto hum-bucking (o cancellazione del ronzìo)
rispetto ai campi magnetici generati esternamente alla chitarra.
Orientando,
contemporaneamente, anche le polarità magnetiche in modo opposto tra
i due single coil, otteniamo che il solo segnale prodotto dalle
bobine a causa del movimento delle corde subisce, in uno dei due,
due rotazioni di fase sommate e aventi lo stesso segno (+180+180 =
360 = 0 / oppure -180 -180 = 360 = 0, chiaro?).
Quindi se uno
dei due single coil dell'humbucker, pizzicando le corde, produce un
segnale che consideriamo di riferimento, cioè a fase zero, l'altro
single coil produce un segnale che subisce due inversioni di fase
simultanee, cioè di 360 gradi complessive, di cui 180 gradi dovuti
all'orientamento invertito dei magneti e di altri 180 gradi dovuti
all'inversione di fase elettrica fra le bobine. 360 gradi corrisponde
ad un ciclo completo, cioè zero, per cui il segnale prodotto dal
movimento delle corde, in un humbucker, è esattamente lo
stesso(!) nei due casi possibili, cioè sia quando i due single coil
costituenti hanno sia la fase elettrica che la polarità magnetica
opposte, sia che abbiano fase elettrica concorde e tutti i magneti
che rivolgono verso le corde la stessa polarità (tutti e 12 nord
OPPURE tutti e 12 sud). In quest'ultimo caso, però, al segnale
prodotto dal movimento delle corde si sovrappone il ronzìo captato
dalle sole bobine.
Quando, invece,
ad uno dei due single coil vengono invertiti sia la fase elettrica
che quella magnetica, l'intero pickup humbucker produrrà, quasi
esclusivamente, il segnale dovuto al movimento delle corde.
Dopo
tutta questa (volutamente) prolissa e ridondante spiegazione,
dovrebbe essere chiaro anche ai più duri, spero, come in un pickup
humbucker, correttamente cablato che si avvalga della
tecnica Reverse Wound / Reverse Polarity non si verifichi,
assolutamente, alcuna
menomazione armonica o del livello di output. Anzi, in un pickup a
due bobine appaiate e connesse in serie, ma senza RW/RP, il timbro e
l'output restano
esattamente gli stessi,
ma il segnale prodotto a causa dell'eventuale ronzìo captato va a
sovrapporsi a quello del segnale musicale, inquinandolo in modo
certamente non salutare.
Lo stesso si può affermare, in modo pressoché identico, nel caso di
due single coil (ad esempio P90, Telecaster SC o Strat SC) che
vengano attivati insieme e collegati in parallelo. Infatti tutto
quanto riguarda l'effetto hum-cancelling dovuto alla tecnica RW/RP è
valido tanto per due single coil connessi in serie quanto per due
single coil connessi in parallelo.
Quindi se avete acquistato un set SSS con pickup centrale
dichiaratamente Reverse Wound / Reverse Polarity e la vostra Strato,
quando la usate in posizione 2 e/o 4 produce un suono dal volume
chiaramente più basso e dal timbro stridulo e nasale, la colpa è
solo ed esclusivamente del praticone che vi ha eseguito
l'installazione il quale ha, suo malgrado, invertito i fili di uno o
più pickup durante il cablaggio del circuito. Tale eventualità può
accadere, teoricamente, anche ad un tecnico non improvvisato. In
quest'ultimo caso, però, al successivo, doveroso collaudo della
chitarra, essendo un esperto dovrebbe accorgersi subito dell'errore
provvededendo di conseguenza...
Tutto ciò, chiaramente, può accadere anche nel caso di un humbucker
a quattro fili.
Talvolta accade, purtroppo, che un humbucker a quattro fili venga
cablato in modo che ne funzioni sempre e solo una bobina. Il
malcapitato di turno di ritrova a suonare con un single coil credendo
che sia un humbucker, e magari, non se ne accorge per anni.
Il suono particolare di un humbucker (con entrambe le bobine
funzionanti e connesse in serie) o di due single coil (connessi in
parallelo, ad es. posizioni 2 o 4 in una Strato) attivati
contemporaneamente, indipendentemente dall'impiego o meno della
tecnica RW/RP, è dovuto solo ed esclusivamente al fatto che i
due single coil (anche nel caso limite degli Hot Rails o dei JB)
“leggono” il movimento delle corde (“finestra magnetica”) in
due punti differenti (distinti e distanti, mi si passi il gioco di
parole). Differenti sia in quanto ad ampiezza della vibrazione della
corda, sia al contenuto percentuale di armoniche prodotte dalla
stessa vibrazione della corda nei suoi diversi punti, a seconda della
distanza dal ponte.
Nel caso il vostro set SSS, invece, NON abbia il pickup centrale
RW/RP (contenti voi...), lo stesso praticone di cui sopra potrebbe,
di nuovo, sbagliare il cablaggio e fare in modo che, anche in questo
caso vi becchiate il contro fase nelle posizioni 2 e/o 4 del
selettore a cinque vie (o in posizione 2se avete una Telecaster o una
Les Paul con due P90).
Generalmente il contro fase accidentale è abbastanza evidente ed
eliminarlo rientra decisamente nell'ordinaria amministrazione, per un
tecnico propriamente detto ma anche per un chitarrista abbastanza
sagace e in grado di effettuare saldature a stagno decenti.
Due single coil vicini, quando vengono attivati insieme, sono quasi
sempre connessi in parallelo (molti chitarristi però sfruttano, con
soddisfazione, la connessione in serie tra i single coil ponte e
centrale o tra centrale e manico, per esempio). Il segnale di
“output” del parallelo è, praticamente, la media tra i due
singoli segnali i quali, essendo abbastanza equilibrati fra loro,
danno come risultato un segnale avente ampiezza vicinissima a quella
prodotta singolarmente da ognuno dei due pickup. Per fare un esempio
pratico si potrebbe pensare a quanto si ottiene ponendo in parallelo
due batterie uguali.
La timbrica del parallelo invece, è caratteristicamente (e
benvolutamente) differente da quelle prodotte singolarmente dai due
single coil.
Cito, di nuovo, l'esempio delle posizioni 2 e 4 in una Strato
normale.
Quando, invece, il parallelo tra i due single coil si trova in contro
fase accidentale, ve ne accorgete subito perché notate il
sostanziale abbassamento del volume e che, quel “poco” che resta
del segnale musicale ha un carattere timbrico decisamente stridulo
(ad alcuni chitarristi, comunque, piace).
Se in un parallelo di single coil correttamente cablato si ottiene la
media dei due singoli segnali, in un parallelo cablato in contro fase
si ottiene la sottrazione, la quale non dà mai zero (cioè chitarra
muta) perché i due segnali non sono mai del tutto identici, né in
ampiezza né in quanto a contenuto armonico.
Per capire come rimettere a posto un contro fase accidentale
prendiamo in considerazione l'esempio della “solita” ipotetica
Strato SSS.
Una volta capito ciò dovrebbe risultare chiaro anche come
intervenire nel caso di chitarre dotate di due soli single coil.
Prima ipotesi: set di pickup SSS con centrale RW/RP che accusa contro
fase nelle posizioni 2 e 4.
In questo caso o è stato cablato “a rovescio” il pickup centrale
oppure lo sono stati sia il pickup al manico che quello al ponte.
In ogni caso, prima di aggiustare la fase elettrica è sempre
opportuno verificare che non ci siano stati scambi nel posizionamento
dei pickup. Cioè il pickup per il ponte deve stare al ponte, il
centrale al centro e il pickup manico al... manico.
Per risolvere sarà sufficiente dissaldare i fili del single coil
centrale e risaldarli nelle rispettive sedi dopo averne invertito
l'ordine preesistente.
Seconda ipotesi. Set di pickup SSS con centrale RW/RP che accusa
contro fase solo in posizione 2: va invertito il cablaggio dei fili
del pickup al ponte.
Terza ipotesi: Set di SSS con centrale RW/RP che accusa contro fase
solo in posizione 4. Va invertito il cablaggio dei fili del pickup al
manico.
Se il set SSS installato è dichiarato dal produttore con avente il
pickup centrale NON RW/RP (di nuovo: contenti voi...) , allora si
ripetono, esattamente, sia la possibile casistica che le
relative soluzioni indicate nelle tre ipotesi appena descritte.
In tutti i casi, quando il set SSS è correttamente installato e
cablato, l'unica e sola differenza che risulta
subito evidente è che nelle posizioni 2 e 4, col set avente il
centrale RW/RP la chitarra risulta del tutto (o quasi?) silenziosa,
mentre nel caso del set con pickup centrale NON RW/RP il ronzìo
udibile sarà lo stesso riscontrato nelle posizioni 1, 3 e 5. Tutto
qua!
Se i due set di pickup sono stati realizzati in modo perfettamente
identico tranne che per l'adozione o meno della tecnica RW/RP,
a parte la cancellazione del solo ronzìo nelle posizioni 2 e
4, tutto il resto rimane esattamente uguale, sia come timbrica
che come livelli di output, in ognuna delle cinque posizioni del
selettore a cinque vie. Lo so che per più di qualcuno posso
risultare noioso e ripetitivo ma, siccome gira che ti rigira ci si
imbatte sempre nelle stesse castronerie che molti soggetti privi
della necessaria cognizione di causa insistono ad affermare, allora è
opportuno che qualcuno pure si impegni a dichiarare come stanno
realmente le cose.
Nel caso di humbucker a due bobine, come un PAF, un Hot Rails o un
JB, spesso il pickup termina con quattro fili separati (o quattro
fili + calza schermante, come anche negli humbucker di mia
produzione, firmati ASAR). Non esiste una convenzione universale sul
significato del colore dei singoli fili, per cui ogni produttore
decide in proprio come meglio ritiene. Per quanto mi riguarda, i miei
humbucker, essendo dotati di livelli di output generosi, li rendo
sempre sfruttabili in “split mode”, per cui li termino con
cavetti a quattro fili + calza. Per i due single coil che compongono
i miei humbucker sfrutto sempre, ovviamente, le tecnica RW/RP.
I colori hanno i seguenti significati:
ROSSO: positivo della bobina NORD;
BIANCO: negativo (o massa) delle bobina NORD;
GIALLO: positivo della bobina SUD;
NERO: negativo (o massa) della bobina SUD.
A scanso equivoci, per bobina NORD intendo quella che affaccia verso
il manico. Viceversa, per
bobina SUD intendo quella che, una volta installato il pickup,
affaccia in direzione del ponte.
Se l'humbucker lo installo su uno dei miei battipenna per Strat
precablati, oltre a renderlo sempre splittabile tramite un apposito
switch, faccio in modo che la bobina che resta sempre in funzione sia
la bobina NORD, sia nel caso degli humbucker da ponte che da manico.
Se qualche malcapitato entra in possesso di uno dei miei humbucker
sfuso o fornito in coppia manico/ponte, volendolo rendere splittabile
può ovviamente orientarsi come preferisce, ma in caso di dubbi
consiglio vivamente di lasciare come sempre funzionanti le bobine
NORD.
Tanto premesso, vediamo come cablare correttamente questi humbucker.
Il filo rosso è sempre il positivo dell'intero humbucker e va
collegato all'apposito contatto del selettore. Il bianco e il giallo
vanno saldati insieme e lasciati flottanti (dopo averne isolato la
giunzione con del nastro isolante, guaina termorestringente o altro
materiale idoneo) se si decide di usare l'humbucker sempre con
entrambe le bobine funzionanti. Se, invece, si intende sfruttare
l'opportunità di splittarlo, allora la giunzione tra giallo e bianco
non va isolata, ma saldata ad uno dei due contatti di un interruttore
ON/OFF. L'altro contatto dell'interruttore va collegato alla massa
del circuito. Il filo nero, come pure la calza del cavetto, va
saldata a massa in ogni caso. Se l'interruttore viene posizionato su
ON (contatto chiuso), la bobina sud viene bypassata mettendo in
cortocircuito il suo terminale di inizio con quello di fine
avvolgimento.
Quando entrambe le bobine sono funzionanti si sfrutta l'effetto
hum-bucking e ciò vale sia nel classico caso delle bobine connesse
in serie che in quello, meno consueto, della connessione in
parallelo.
Il livello del segnale in uscita, con le bobine connesse in serie, è
quasi il doppio rispetto a quanto prodotto sia dalla connessione in
parallelo che dallo “split mode” (cioè una sola bobina
funzionante). Riprendendo l'esempio delle due batterie uguali, questa
volta è come se venissero poste in serie, con conseguente somma (o
raddoppio) della tensione complessiva erogata.
Nei tre distinti casi, livelli di output a parte, i comportamenti
sonici sono differenti l'uno dall'altro. Per cui chi cerca un pickup
single coil ma lo vuole anche silenzioso non trova una scappatoia
tout court adottando un humbucker RW/RP e collegandone le bobine in
parallelo.
Come già spiegato, un pickup single coil rileva il movimento delle
corde in un solo punto (quella che alcuni definiscono “finestra
magnetica”), mentre un humbucker (due single coil affiancati, ma
NON coincidenti in quanto a spazio fisicamente occupato) lo rileva in
due punti distinti tra loro, per quanto vicini possano essere.
Ne consegue che il timbro di un humbucker, specialmente con le bobine
connesse in serie, appare “compresso e carico sui medi” rispetto
al suono di un single coil.
Con due bobine funzionanti, il contenuto armonico del segnale in
uscita è sempre il risultato dell'interazione fra i due differenti
spettri armonici delle altrettante bobine con operazioni algebriche
differenti, a seconda della connessione serie o parallelo.
Ci sarebbe anche il discorso degli humbucker sovrapposti, ma non ne
parlerò qui, essendomi già dilungato abbastanza.
A questo punto dovrebbe risultare chiaro, o almeno lo spero, il
motivo per cui nel suono di un humbucker la cancellazione (o, più
correttamente, attenuazione?) o l'enfatizzazione di certe frequenze
non c'entra un fico secco con la tecnica RW/RP e la cancellazione
del ronzìo che essa comporta.
Quanto
ho fin qui affermato è frutto di un'esperienza diretta, ormai quasi
decennale, nel progetto, sviluppo e realizzazione di pickup passivi
per chitarre e bassi elettrici.
Parte
degli esemplari prodotti li impiego anche per la realizzazione di
battipenna precablati.
I
miei pickup, che produco in proprio, sono dotati di magneti o
ceramici (ferrite) o, per la maggior parte dei casi, con gli
impareggiabili magneti al neodimio.
Le
bobine le avvolgo sempre guidandone il filo a mano, avvalendomi di
un'avvolgitrice elettrica auto costruita.
Faccio
notare che il presente articolo l'ho scritto quasi di getto e senza
alcuna pretesa di rigore scientifico, infatti l'intenzione era di
conferirgli un taglio eminentemente pratico e comprensibile a quanti
più chitarristi possibile. Spero di esserci riuscito e di non
ricevere critiche inappropriate.
Se,
dopo un'attenta e, magari, anche ripetuta lettura, a qualcuno non
dovesse risultare chiaro qualcosa, può contattarmi
all'indirizzo asar.amplification@gmail.com .
Cercherò
di rispondere il prima possibile.