domenica 2 ottobre 2022

ASAR PICKUPS, pickup e battipenna precablati, realizzati artigianalmente in Italia.

Come e perché nasce ASAR PICKUPS? In cosa differiscono questi pickup rispetto agli altri? 

A parità di dimensioni e forma dei magneti, quelli al neodimio, più precisamente NeFeB, generano campi magnetici che, per dirla molto semplicisticamente, vantano densità di energia decisamente più elevate che nel caso dei campi, invece, prodotti da altri tipi di magneti comunemente impiegati per la realizzazione sia di pickup per chitarra che di altoparlanti. Questi sono l’AlNiCo (compreso il grado 5), la ferrite (o magneti ceramici che dir si voglia) e la lega samario-cobalto (SmCo).

Tanto per fare un esempio rude ma esplicativo, immaginate di realizzare un pickup single coil da Stratocaster intorno ai soliti magneti cilindrici, però al neodimio invece di essere fatti della classica lega AlNiCo sinterizzata.

Bene, una volta realizzato il pickup e installato sulla chitarra, il campo magnetico prodotto dai magneti sarebbe talmente intenso da rendere praticamente impossibile suonare la chitarra stessa.

Tant’è che, come nel classico caso dei magneti ceramici (quelle barrette grigio scure che probabilmente avrete visto attaccate sotto a qualche pickup), anche quelli al neodimio vengono normalmente impiegati, nei pickup, unitamente ad espansioni polari fatte di acciaio al carbonio placcato di nickel, le quali hanno il compito di interfacciarsi tra i magneti veri (posti nella parte bassa del pickup) e le corde. In altre parole le suddette espansioni polari non fanno altro, una volta messe a stretto contatto con i magneti, che fungere da conduttori del campo magnetico, che altrimenti da sole non sarebbero in grado di produrre, verso le corde.

I più sagaci comprenderanno subito come possa essere possibile giostrare con i rapporti dimensionali tra i magneti e le espansioni polari per generare campi magnetici più o meno intensi. Tali campi magnetici,  gestendo opportunamente e contestualmente pure la grandezza (intesa anche come numero di spire avvolte) e geometria dell’avvolgimento nonché lo spessore del filo avvolto, permettono al costruttore sufficientemente esperto di variare, anche di molto, le caratteristiche soniche del pickup che intende realizzare.

Attacco, soustain, livelli di output, tono più o meno squillante o rotondo, contrasto, ricchezza di armoniche (sulla quale è tipicamente influente anche l’eventuale avvolgimento a mano delle bobine e lo stile di conduzione dell’avvolgimento stesso), sono tutti fattori che possono essere variati più o meno a piacimento dal costruttore accorto.

Per quanto bravo ed esperto egli possa essere, comunque, esistono dei limiti intrinseci di natura eminentemente fisica, oltre i quali non è comunque possibile andare. A parità di rocchetti e tipi di filo utilizzati (ma anche espansioni polari), tali limiti invalicabili sono dettati proprio dalle caratteristiche peculiari di ogni tipo di magnete, dei quali ho già citato le categorie più diffuse e comunemente reperibili per la realizzazione di pickup per chitarra e basso, senza scendere, inutilmente, nelle sottocategorie e classificazioni di ognuno.


Per quanto mi riguarda, alcuni anni or sono, cioè nel 2014, mi venne voglia di togliermi la soddisfazione di costruirmi qualche pickup in proprio, ma non tanto per il gusto del mero fai da te, quanto con l’intenzione di provare a realizzare qualcosa di particolare, che magari lasciasse il segno non solo su me stesso, ma anche su sui miei amici chitarristi. A differenza di quanto esperito nella mia trentennale sperimentazione con le amplificazioni, in cui ho sempre avuto un approccio del tutto simile, i pickup sembravano essere macchine troppo semplificate, almeno nel numero di componenti influenti sul risultato e loro variabili disponibili, da permettere qualsiasi “alzata di genio” che potesse effettivamente fare la differenza.

Devo ammettere di essermi poi imbattuto quasi per caso, nello stesso anno, in un video pubblicato da qualche scafato hobbista su YouTube, che spiegava come “upgradare” dei pickup sostituendone semplicemente i magneti ceramici di serie con quelli al neodimio.

Il neodimio era un materiale che mi era già noto per il suo impego nel settore degli altoparlanti e per le prestazioni superiori che questi stessi altoparlanti (ahimé superiori anche nei costi) vantano rispetto ai loro colleghi equipaggiati con la quasi ubiquitaria ferrite o qualche caso di replica vintage di altoparlanti all’AlNiCo.

Fu così che… mi conquistò l’idea di provarci a mia volta, per toccare con mano la bontà dell’idea. Tanto più che, fino a quel momento non avevo mai sentito parlare di pickup commerciali realizzati intorno ai magneti al neodimio. Per cui effettuai una rapida ricerca in rete da cui scoprii Entwistle in Inghilterra e un artigiano a New York (se non ricordo male), e I-SPIRA pickup da noi, in Italia. Tanto mi bastava per capire l’antifona e da lì non mi sono più messo a fare ricerche in tal senso.

Il passo successivo fu, ovviamente, indagare sulle possibilità di reperimento di magneti al neodimio di dimensioni, qualità e quantità sufficienti per realizzare almeno qualche pickup senza dover accendere necessariamente un mutuo.

Visto che, da allora, di pickup al neodimio (ma anche ceramici) ne ho realizzati svariate decine, sia per chitarra che per basso, la risposta è, ovviamente, affermativa.

Dopo i primi, entusiasmanti esperimenti abbastanza ben riusciti, cominciai a prenderci la mano fino a mettere a punto diversi set di pickup e anche battipenna precablati (principalmente per Strat, ma ora ho cominciato a farne anche qualcuno per basso Precision 4 corde).

I miei primi pickup li avvolsi con un'avolgitrice che avevo accrocchiato su un telaio di legno, utilizzando come manovella quella della macchinetta per fare la pasta fresca. Quindi i miei primi pickup li realizzai avvolgendoli completamente a mano, nel senso che mentre la mano destra guidava il filo nel rocchetto, la sinistra azionava la manovella che faceva ruotare il rocchetto stesso.

Adesso non so avrei ancora tutta quella pazienza, comunque nel giro di qualche mese, dopo essermi procurato il materiale adatto, primo fra tutti il motorino elettrico, progettai e realizzai l'avvolgitrice elettrica che utilizzo tutt'ora.

Ovviamente, nei miei battipenna precablati installo solo ed esclusivamente pickup di mia produzione ma, nella loro concezione e realizzazione, credo di aver fatto del mio meglio non solo per quanto riguarda la schermatura elettromagnetica dei battipenna stessi e dei pickup, ma anche in fatto di versatilità d’impiego. Infatti, avendo i battipenna per Strat tipicamente tre pickup installati, è mia consuetudine installarci anche uno o più switch (quasi sempre di tipo push pull) allo scopo di: 

1) permettere la connessione (sempre in parallelo) anche del pickup al manico con quello al ponte, oltre che le classiche ponte + centrale e centrale + manico, tipiche delle posizioni 2 e 4 del selettore a 5 vie; 

2) permettere di splittare l’humbucker al ponte oppure sia l’humbucker al ponte che quello al manico a seconda delle configurazioni di pickup adottate, in quanto i miei pickup sono sempre caratterizzati da personalità vivaci e generosi livelli di output al che, anche quando negli humbucker viene fatta funzionare una sola bobina, il loro suono da single coil è più che credibile e sarebbe un peccato non usufruirne. 

Inoltre, siccome più spesso che no produco pickup a bobina singola (per inciso: P90, Strat e ponte Telecaster) cosiddetti “coil tappati”, ovvero dotati di una sola bobina però dotata sia dell’uscita presa alla fine dell’avvolgimento che di un’uscita prelevata ad un livello intermedio, l’ultimo switch nominato può servire, invece che per splittare il o gli humbucker, per selezionare piuttosto l’uscita COIL TAP / FULL COIL del pickup ponte coil tappato, oppure LE stesse uscite nel caso siano coil tappati sia il pickup al ponte che quello al manico. Ho prodotto e produco anche battipenna precablati dotati di un humbucker al ponte (di dimensioni tipo PAF oppure simil Hot Rails) e di uno Strat single coil “coil tappato” installato al manico per cui lo switch, tipicamente installato sulla terza manopola, contemporaneamente splitta l’humbucker e “coil tappa” lo Strat single coil.

Spero che a chiunque sia riuscito a leggere fino a qui, non sia venuta la cefalea o altri malesseri… 

Qualcuno potrebbe chiedersi, a questo punto, se realizzo solo e sempre pickup dotati di magneti al neodimio oppure no.

La risposta è no, in quanto ne realizzo anche di ceramici perché, pur essendo più economici e almeno in una certa misura meno complessi da produrre, vantano comunque prestazioni più che decorose, anche se, intuibilmente, non di prim’ordine assoluto come nel caso del neodimio.

Non ho mai realizzato e mai realizzerò, invece, nessun pickup dotato di magneti in AlNiCo, per tre precise ragioni:

1) Sarà una mia fisima personale, ma non mi piace il fatto che, non essendo gli AlNiCo dei magneti naturali ma indotti, allo stesso modo (relativamente facile, almeno in fabbrica) con cui si posso magnetizzare, altrettanto facilmente o accidentalmente, possono venire smagnetizzati.

Quest’ultima evenienza potrebbe realizzarsi, in teoria, anche con i magneti al neodimio, ma solo nel caso gli si facesse superare la temperatura di 80 gradi Celsius alla quale, però, credo che sarebbero da buttare non solo i magneti installati nei pickup, ma lo stesso strumento musicale. Non credo sia facile trovare un musicista capace di lasciare, in estate e in un paese caldo, la propria chitarra in un’auto esposta al sole e con i finestrini completamente chius Se qualcuno ci riesce davvero… problemi suoi (in tutti i sensi).

2) Non mi entusiasmano i suoni “vintage” e, comunque, di pickup in AlNiCo ce n’è una produzione talmente sconfinata e troppo spesso omogenea (anche per motivi di forza maggiore) che, anche per i motivi di originalità ed efficacia innovativa sopra citati, non suscitano affatto il mio interesse.

3)   In quanto a prestazioni soniche, sia sulla carta che in base ai risultati dei confronti “all’americana” (non sconfinati ma comunque tutt’altro che episodici) che ho esperito insieme ad amici chitarristi sugli stessi tipi di pickup, intendo humbucker vs humbucker, P90 vs P90, Strat sigle coil vs Strat single coil e via di seguito, la tendenza tipica è caratterizzata da sonorità generalmente compresse ed eufoniche degli AlNiCo, anche blasonati, rispetto alla maggiore dinamica, contrasto, profondità, risposta al tocco ed estensione in frequenza dei miei al neodimio. 

Col neodimio i suoni puliti sono di una naturalezza e profondità disarmanti mentre, complice soprattutto la ricchezza di armoniche, i distorti sono belli pieni, granitici e consonanti al tempo stesso.

Argomento ceratura: miscelo paraffina pura con cera d'api acquistata da apicoltori della mia zona, in rapporto 3:1 (peso/peso). Faccio sciogliere la cera all'interno di un barattolo di vetro delle dimensioni opportune, riscaldandolo a bagnomaria. Poi ci immergo ogni bobina avvolta (ovviamente quando la cera si trova nell'opportuno intervallo di temperatura) per una quindicina di minuti. Ciò, unitamente ad un certo trattamento che eseguo sui miei rocchetti (di origine industriale) e in seguito alle dovute prove distruttive eseguite sui campioni, mi rende sicuro che il mio metodo di ceratura raggiunge anche le spire più interne delle bobine. Tant'è che, da quando l'ho messo a punto non ho mai problemi di "squeal" con i miei pickup né, tantomeno (e soprattutto), mi sono mai stati segnalati da coloro che li hanno acquistati.

Pubblicai anche un breve video, sulla creatura,  nel quale si notano le bollicine di aria che lasciano l'interno della bobina per fare posto alla cera. Il link del video è il seguente: https://www.youtube.com/watch?v=DXQqwbUemyc

Per concludere, il canale ufficiale col quale, almeno attualmente, sto esponendo i miei pickup e battipenna precablati al pubblico, è la vetrina del mio negozio virtuale ASAR boutique amplification & pickups che si trova sul sito Reverb.com .

Chiunque volesse, a vario titolo, contattarmi direttamente, può farlo tramite l’indirizzo email  asar.amplification@gmail.com . Se non si tratta di qualche buontempone perditempo, in genere rispondo entro qualche giorno al massimo.

Per quanto riguarda l’argomento video dimostrativi, essendo io praticamente solo un ex bassista elettrico (mio malgrado, per carenza di tempo libero), oltre che un tecnico elettronico, la chitarra la strimpello soltanto, non avendo avuto mai il tempo di mettermi a studiarla seriamente, quindi non mi è facile organizzarmi in tal senso. Non è ancora detta l’ultima ma, comunque, fino a qualche tempo fa ho improvvisato alcuni video amatoriali insieme ad un mio amico chitarrista, li ho elaborati e poi pubblicati sul mio canale ASARchannel di YouTube. Se proprio volete farvi almeno una vaga idea…


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